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domenica 31 gennaio 2010
Il Mistero della Ciorciola
Tra i dodici amici-concorrenti-Velica della "Virtual Regatta" c'è grande curiosità attorno al trimarano Ciorciola. Curiosità, perchè nessuno sa chi si nasconde sotto quel nickname così intrigante! Si sono incrociati messaggi con la stessa domanda...ma chi è? Dai dimmi chi sei? Perchè ti nascondi? Se te passo via, te me disi chi te sei? Finora però nessuno ha avuto risposta. Una cosa sicura è che Ciorciola è uno della Velica o un fancazzista, perchè ci ha inserito tra gli "amici", ed è uno anche tosto perchè si trova sempre tra i primi! Chissa se alla fine della Dakar svelerà la sua identità, intanto l'ombra dell'"olandese fantasma" continua ad "veleggiare" su di noi. Chi riuscisse a strappare qualche parola al fantasma, me lo dica , cosi forse riusciamo a smascherarlo. Adesso che ci penso siamo a Carnevale, per cui la mascherata è d'obbligo....allora siamo fritti...perché Carnevale finisce al 16 febbraio! ....il mistero continua....
domenica 24 gennaio 2010
Buenos Aires Dakar Virtual Regata

Carissimi,
in attesa della prossima tappa dei "Clipper Round the World" (Singapore - Quindao con partenza in febbraio) possiamo partecipare alla regata in oggetto della durata di una settimana!
Chi parte? Tutti? Benissimo!
in attesa della prossima tappa dei "Clipper Round the World" (Singapore - Quindao con partenza in febbraio) possiamo partecipare alla regata in oggetto della durata di una settimana!
Chi parte? Tutti? Benissimo!
La registrazione è sempre su www.virtualregatta.com e partirà alle ore 13 di domani
(lunedi 25 gennaio)
Buon vento virtuale a tutti!
lunedì 18 gennaio 2010
EIS-VELA match race
Se avete tanta nostalgia della vela, guardate questo video e poi il prossimo inverno ne riparliamo!
....che ne dite?
cliccate qui a destra Aggiunto a QuickList 0:51 ....e poi ...tenetevi!!!!!
Beh, basta non soffrire il mal di mare....poi è solo un pò di onda....poi....!!!!!
domenica 17 gennaio 2010
vola snipe vola....
....Vuoi peccare d'invidia? Guarda questo video (con un clic sul link qui sotto)
......Allora avevo ragione? Dai.... in fondo mancano solo circa 3 mesi e mezzo....!!!!!!
Singapore per noi "virtual regatanti"
Qualche giorno fa si è conclusa la V^ tappa della Virtual Regatta "Clipper Round the World" alla quale hanno partecipato alcuni fancazzisti doc .....ed alcuni amici dei fancazzisti doc! Nel gruppo Fancazzista, la vittoria è andata a Michael Pizzini che con le sue due barche (Straightsix e Awanagana) si è piazzato appunto al primo e secondo posto, lasciando il terzo a Dalmazio con la prima delle sue due barche Strudelferox, mentre Silvano Dossi con Valhalla4, autore di un gran recupero finale giungeva quarto. Quinto ancora Dalmazio con la sua ammiraglia Galiola, che si lasciava alle spalle la combattiva Maria con Nicomar49 al sesto posto. Dopo questi vediamo Girardi con Vioca 7° che si è un pò disunito nella seconda parte. Anche Ariel ha perso qualche colpo, mentre l'entrata in gioco di due nuovi amici verso metà percorso ha dato un pò di suspence perchè la misteriosa "ciorciola" non si è dichiarata, e tutti stanno cercando di capire chi si nasconde in questa barca! Vedremo! Gaiardo 55 invece risponde al nome di Paolo Pallaoro che fresco di patente nautica darà del filo da torcere nella prossima tappa verso Quindao. Victor Despota fidandosi delle previsioni (errate) dei venti ha cercato un opzione a ovest che lo ha cacciato nel fondo della classifica. Grande coraggio di Angelo Rinaudo che optava per l' entrata ad est di Giava, ma che non gli permetteva di ricuperare il grande distacco iniziale. Pallaoro padre e figlio, non sono partiti! Anche se il computer di sistema li vede ancora in lizza. Qui di seguito la classifica del nostro Gruppo con il relativo piazzamento nella classifica generale del gioco. Attendiamo nuovi amici nella prossima tappa che partirà in febbraio.
1° Straightsix 2884
2°Awanagana 3848
3°Strudelferox 4073
4°Valhalla4 6188
5°Galiola 6500
6°Nicomar49 8759
7°Vioca 9812
8°Ariel3 12674
9°Ciorciola 12693
10°Gaiardo 55 13100
11°Victor Despota 13998
12Vittoriaerina 17792
13°Erminetor 26455
14°Goldballs 26455
martedì 12 gennaio 2010
IL SITO DELLA VELICA TRENTINA......
Il sito della Velica Trentina dopo tre anni e mezzo ha raggiunto le
"CENTOMILA VISITE".
Per un piccolo Circolo dilettantistico come il nostro è davvero un traguardo importante!
Essendo poi un sito gemello del nostro blog, nel quale come snipisti interagiamo sovente, ci rende ancor più fieri.
Buon proseguimento!
venerdì 8 gennaio 2010
ISCRIZIONI SCIRA 2010

Eh, si....è tempo di pensare all'iscrizione SCIRA! I vostri Capitani di flotta Silvano (Punta indiani) e Vittorio (Velica Trentina) sono già pronti a ricevere i vostri moduli compilati a dovere ed i bonifici da versare poi alla Segreteria Nazionale Snipe.
Come ogni anno bisogna inoltre preparare il certificato medico, l'assicurazione della "beccaccia", controllare il numero velico ed il certificato di stazza! Capita infatti che alle prime regate non si trovi il certificato di stazza della barca (usata) appena comprata e non si trovi nemmeno il numero velico sulle vele! Facciamo quindi un pò d'ordine nei documenti...e facciamolo adesso che abbiamo un pò di più tempo.
lunedì 4 gennaio 2010
SNIPISTA DELL'ANNO 2009
La Veleria Zaoli Sails si è aggiudicata il titolo di "Snipista dell'anno 2009" con la seguente motivazione: "si porta a casa il Campionato del Mondo grazie a Bruno Bethlem e Dante Bianchi"Qui sotto le percentuali ottenute dai candidati:
Poggi-Vanni 19%, Flotta Romagna 12%, Brezich-Penso11%, Rocchelli-Semec 10%,
Michel-Hens 8% Bruni-Bonomi 4%, Cattaneo-Zaoli 1%, Demattè-Cucino 1%, Solerio-Lambertenghi 1%
I vincitori delle precedenti edizioni:
2004 - Paolo Tomsic e Andrey Mocilnik
2005 - Vittorio Bortolotti e i suoi Fancazzisti
2006 - Sarah Barbarossa e Barbara Bonini
2007 - Roger Olivieri e lo staff di Garda Snipe
2008 - Paolo Cattaneo e Vittorio Zaoli
sabato 2 gennaio 2010
CALENDARIO SCIRA 2010
Ecco il nuovo calendario SCIRA completo per la stagione 2010. Come al solito è molto intenso, però quest'anno sembra "ben costruito" e ci da la possibilità di uscire dal nostro Lago con un programma vario ed allo stesso tempo in un raggio accessibile a molti. Tenete presente che ci saranno dei Bonus interessanti anche per la Fancazzisti Cup 2010, per cui è il caso di programmarsi bene! Ci saranno interessanti notizie anche nel nuovo regolamento delle Classifiche Fancazzisti. Intanto prendiamo nota del calendario.... cliccate qui sotto
venerdì 1 gennaio 2010
QUELLI CHE ...REGATANO IN VIRTUALE....

Domenica alle ore 16 partirà la V^ tappa della Virtual Clipper Transat!
Noi snipisti un pò (un pò????) malati di computer abbiamo questo passatempo che ci prende come fossimo in una vera regata! Ci dispiace per coloro che ci snobbano, ... perchè non sanno come potrebbero divertirsi! Beh, chiaro che una regata dal vivo è un'altra cosa, che discorsi...però credetemi, la soddisfazione di intuire la miglior rotta per arrivare prima dell'amico....(o del marito...vero Maria?) beh, è abbastanza soddisfacente!
Qui di seguito vi metto i piazzamenti ottenuti nella tappa Capo di Buona Speranza - Geraldton (partenti oltre 70.000):
2653° VALHALLA4 (Silvano Dossi)
3794^ NICOMAR49 (Maria Nicolini)
3925° GALIOLA (Dalmazio Sauro)
6100° VICTOR DESPOTA (Vittorio Bortolotti)
6194° STRAIGHTSIX (Michael Pizzini)
10312° ARIEL3 (Dario Uber)
12848° VIOCA (Roberto Girardi)
26164° VITTORIAERINA (Angelo Rinaudo)
69491° GOLDBALLS (Alessandro Pallaoro)
71717° ERMINETOR44 (Ermanno Pallaoro)
.....per chi volesse partecipare alla quinta tappa (è gratuito)....mi faccia sapere! vittorio
giovedì 31 dicembre 2009
mercoledì 23 dicembre 2009
giovedì 17 dicembre 2009
Snipe Bulletin
Per chi volesse leggere in anteprima il giornalino della Classe Snipe, eccolo qui sotto a portata di mano....o meglio di clic
venerdì 4 dicembre 2009
gadget fancazzisti 2009

Sono ancora disponibili i seguenti gadget della nostra linea "fancazzisti cup":
n. 2 polo bianco-celesti taglia S € 20 cadauna
n. 3 polo bianco-celesti taglia XL € 20 cadauna
n. 9 sciarpe colore beige € 10 cadauna
n. 3 tracolline colore bordeaux/beige € 10 cadauna
n. 2 tracolline colore nero/beige € 10 cadauna
Per ordinare i gadget basta mandare una e. mail a bovitt@gmail.com o telefonare al
cell. 334.8552417 specificando colori scelti e la taglia per la polo.
giovedì 19 novembre 2009
REGATE VIRTUALI ON LINE
Alcuni fancazzisti nonchè soci Velica si stanno dilettando a regatare sul computer seguendo le rotte dei Clipper "veri" che stanno affrontando il giro del mondo con equipaggi composti da normali velisti della domenica! Comodamente seduti davanti al monitor, tracciano rotte , scelgono le vele da usare, misurando le miglia che li separano dall'arrivo. La prossima tappa partirà la prossima settimana da Capo di Buona Speranza. Chi vuole partecipare deve solo andare sul sito www.virtualregatta.com ed iscriversi dando il nome della barca. Ma chi sono questi "malati virtuali" ??? Beh, io in primis VICTOR DESPOTA, con NICOMAR49 (mia moglie), poi GOLDBALLS (Pallaoro) con il figlio ERMINETOR, poi ARIEL 3 (Uber), VALHALLA4 (Dossi), GALIOLA (Dalmazio), VIOCA (Girardi), VITTORIAERINA (Angelo), DADAYUMA (Cestari) ed altri che in questo momento mi sfuggono. Chi avesse problemi nel trovare il sito, può sempre chiedermi lumi...sono a disposizione, come nei mercoledi fancazzisti! Se saremo in tanti vedrò anche di fare una classifica particolare per soci velica ....magari con qualche gadged per i più bravi ! Ciaoooooooo vittorio
lunedì 16 novembre 2009
Teatro - Sindbad il marinaio

Sabato 21 novembre alle ore 21 al Teatro Cuminetti di Trento, il T.I.M. di Meano, metterà in scena"Sindbad il marinaio" tratto dal romanzo di Erri De Luca, per la regia di Sergio Bortolotti. Lo spettacolo partecipa al concorso "Palcoscenico Trentino" per il Premio Mario Roat.Mi piacerebbe incontrare qualche fancazzista-sindbad-marinaio....vi aspetto!!!!!http.www.teatroinstabilemeano.it domenica 15 novembre 2009
Mi sembrava molto bello, quasi un inno alla vela!
Casualmente ho visto ed ascoltato questo brano su You Tube che ne pensate?
cliccate sul link qui sotto
http://www.youtube.com/watch?v=Bpbuqh12oj4
lunedì 9 novembre 2009
OGGI E' LA VOLTA DI MATTEO....in crociera
26/09/2009
L’andata
Dopo 5 ore di sonno, alle 5 di mattina la sveglia mi investe come una pioggia di schegge di vetro. Ci siamo.
Un’ultima occhiata ai documenti ed alla borsa. Dovrei avere tutto nei miei 13 kg di valigia. Non immaginavo che di li a poco il Komandante li avrebbe fatti lievitare ancora di un kg, consegnandomi fugacemente uno strano pacchetto che mi invita ad infilare in qualche pertugio della mia già precaria valigia, sotto un portico di una ancora buia, addormentata e piovosa Cognola. Chissà quale sacro Graal mi avrà affidato: io, timidamente, mi fido. Così mi hanno insegnato di fare!
Passiamo a prelevare Luca e Giovanni e Roberto immerge un piede in una profonda pozzanghera che ha il torto di venirsi a formare proprio dove egli si accingerà a scendere. Fra me e me penso che gli sarebbe potuta andare anche peggio, anche se pestare nelle pozzanghere non porta fortuna….Ma ben me ne guardo dal proferire commenti.
Alle 06.00 partiamo da Verona dove si uniscono a noi, e ritrovo con molto molto piacere, Roberto F. e Gabriele. Ci accompagnerà un cingalese con un comodo pulmino dai vetri oscurati (160 euri a/r, che diviso per 6 fa meno di quanto ci costerebbe lasciare l’auto a Malpensa una settimana, oltre a carburante, autostrada e smazzo a parcheggiare). A Malpensa, giusto il tempo di annotare un negozietto Paul & Shark e pensare che 320 euri per un maglione sono un po’ troppi per le mie tasche, ma non per quelle di alcuni giapponesi che sembrano uscirne con troppe poche mani per tutte le borse che brandiscono.
Partiamo con 20’ di ritardo: all’imbarco il cerchio alla testa dovuto alla festa di ieri sera per i 70 del mio vecchio mi sta lentamente lasciando in pace. Dopo un’oretta abbondante (la Grecia ha un’ora in più di fuso rispetto all’Italia) eccola: cielo velato e una moltitudine di isole, poco grigio cemento, verde oliva, marrone, nero, triste souvenir degli incendi estivi, blu mare. Greggi di case, greggi di cespuglioni, greggi di nuvole e greggi di pecore. Atterrati.
Atene, 15.16.
Da Atene ripartiamo per Kos con 20’ di ritardo; sotto noi un mosaico di tetti di case, interrotto dal cobalto. Quale sarà la nostra isola? Tante pupille in un’unica grande iride celeste. Atterrati.
Kos, 17.37.
Taxi very speedy fino al marina (ca 15’, 28 euri).
La barca
Ci consegnano Antrikos, un Bavarione 46 di 2 anni, piuttosto provato dall’uso dei nostri (supponiamo numerosi) predecessori. Arrivano anche Sasha e Dimitri e l’equipaggio è finalmente completo; possiamo brindare e scopro che il “sacro Graal” altro non è che un pezzo di speck della Val Rendena! Meno male…. Buon marina quello di Kos: pulito, doccia, lavandino separati in bagni singoli, bottegucce per acquisti vari, tra i quali gli alimentari; gommone di supporto per gli ormeggi. Cena da “Nick the Fisherman” che consiglio a tutti: 35 euri per pesce di buona fattura, freschissimo e vario, degnamente annaffiato. Il proprietario è un rockabilly sfegatato di pesca: un personaggione di 2 metri per 130 kg (v.FOTO) che è felice nell’elencare le sue proposte ed è altrettanto felice nel ricevere i nostri complimenti. Ci ripromettiamo di ritornare da lui prima del ritorno.
Kos ad ottobre è una ballerina esausta. E’ identica a tutte le altre località invase dai turisti in alta stagione: c’è tutto ciò che, almeno a me, non serve: mercatini di prodotti cinesi, ristoranti cinesi, lucette cinesi, cinesi, negozietti inutili a fare da cornice alle “vasche” su e giù, dei turisti low cost.
A nanna alle 01.00.
27/09/2009
Si parte
Kos, 07.58.
La tegua che il mal di testa mi ha concesso è stata breve: la sosta da “Nick the fisherman” mi ha costretto nuovamente ad arrendermi. Ma qual è il velista (o aspirante tale, come nel mio caso) che non vorrebbe svegliarsi al tintinnar di sartie? Stamattina vento teso, 8-9 kt, non fa freddo e il mare è formato (2-3 Douglas). Dopo le ultime raccomandazioni del Komandante, alle 09.45 partiamo: vento 10-15 nodi, velocità di crociera 6-7 kt; mi viene ceduto uno dei 2 timoni ed alle 10.00 spegniamo il motore, fuori fiocco e un terzo di randa, quanto basta per un traversone/lasco con rotta 180°: meta Tilos.
L’onda di poppa arriva fino a 3,5- 4 metri e facciamo surf (su un 14 metri-e rotti!); accarezziamo le brulle coste turche della Datca mentre Dima e Sasha non perdono tempo e si danno daffare per pescare qualcosa. Invano. Tempo bello. Alle 15.30 siamo a Tilos.
L’isola è un piccolo angolo di paradiso; a differenza di Kos, non riusciamo ad immaginarla caotica neppure in piena estate; l’acqua è un brodo. Sgambata fino ad una chiesetta ortodossa, con panorama fantastico. Si cena con spaghetti e caviale (di salmone) original from Russia + vodka, dove va in scena l’argomentato duello Sasha - Gabriele sulla purezza più o meno reale di grappa versus vodka. Dormo nel pozzetto, visto il porto tranquillissimo e le poche zanzare; l’ormeggio a Tilos è riparato, ci sono le trappe per una quindicina di posti barca. Alcuni si piazzano in rada: buona idea (fuori stagione). Usciamo a bere qualcosa ed alle 24.00 si dorme, con un occhio al meteo: in fondo in fondo, non ci dispiacerebbe rimanere costretti nel porto e girare un po’ l’isola che dev’essere molto bella.
28/09/2009
Tilos 07.00
Mi risveglio un attimo prima del sole; i gatti sono stati bravi stanotte: solo un paio di risse.
Gabriele sbuca dal tambuccio ed assieme ci inerpichiamo in una stradina per fare due passi, pieni di buone intenzioni. L’alba è da sogno ed il sole illumina con calma gli stretti vicoli del paesino. Penso che di solito il lunedì mattina a quest’ora sto male…Al nostro ritorno, la capitaneria ci informa che il vento è a 5 Beaufort ed il ritorno in porto di una coppia di romani che avevano tentato di uscire poco prima, ci convince a prendercela con calma: in fondo siamo in ferie e non ci corre dietro nessuno. Ieri con un vento forza 4 abbiamo avuto un discreto daffare con solo il fiocco al giardinetto. Ci aspetterebbero 15 miglia per Khalki, di poppa piena; dopo un briefing, optiamo per la prudenza, attratti dalle bellezze dell’isola ancora da scoprire. Noleggiamo 2 scooter ed un’auto (70 euri totali) e sacrifichiamo Khalki. Decisione che si rivelerà fruttuosa; imbocchiamo la strada panoramica per il santuario Aghios Pantaloneos (San Pantaleone secondo la puntuale traduzione del Komandante) e ci inerpichiamo. Ad ogni curva un paesaggio mozzafiato. Ci attende un monastero dove il tempo si è fermato; silenzio assoluto, foto ricordo anche se ho le sensazione cha siano superflue per ricordare un posto come questo. Al rientro, bagno alla spiaggia di Eristos, un paio di barche in rada, paesaggio di campagna ai lati ed il Komandante alla ricerca di sassi bianchi (naturalmente selezionati con cura) per la moglie. Il posto è frequentato da persone che mi danno l’idea di essere dei nostalgici post ’68, di ritorno sulle spiagge che li hanno ospitati una generazione fa (le famose spiaggette sulle isolette greche….). Sulla strada sostiamo tra le rovine di un tetro paese diroccato, Micro Choiro, sul quale il gruppo si scatena in supposizioni sugli scenari apocalittici che ne hanno determinato la distruzione: incendio, terremoto, fulmini ecc.. Solo due foto perché gatti, pecore e sassi, non meritano. Scopriremo dal noleggiatore che si è trattato di un “semplice” abbandono post-bellico che ha portato alla demolizione per incuria delle abitazioni; gli abitanti, dopo la seconda guerra mondiale, se ne sono andati chi ad Atene chi negli USA chi ovunque, e le cose sono andate distrutte. Un signore delizioso ci ospita per una doccia nella “Casa italiana” di fronte alla nostra barca, per 3 euri; scopriamo così che Tilos fa 500 abitanti in inverno, compresa la burbera addetta al porto, che è una tedesca di Amburgo, sposata li e si meraviglia della nostra meraviglia per la sua scelta di vita. La sera andiamo a mangiare carne di capra, come sempre annaffiata a dovere, tra un cameriere russo (per la gioia dei nostri 2 compari) e gli appassionati racconti del Komandante. Gabriele butta lì una partenza in notturna, tra i pro ed i contro analizzati assieme, carta alla mano: domani ci aspetterebbero 6 ore di navigazione con vento a 10 nodi, un traversone verso Symi, con partenza alle 7 e 30. Tuttavia non è prudente partire dopo una cena come questa senza sapere cosa ci aspetta al porto di arrivo. Meglio dormirci su e valutare domani il meteo. A nanna alle 23.00.
29/09/2009
Tilos 07.00.
Si parte alle 07.30, con la soddisfazione/approvazione del Komandante; giusto il tempo di vedere partire un grosso traghetto da Tilos, che ci fa capire come possano funzionare le cose per i residenti, premiati tuttavia da un sorgere di sole mitico.
Mare olio; canne da pesca in acqua che rimediano solo un paio di falsi allarmi. Pilota automatico per 45’, fino a che il vento si impietosisce e ci degna di qualche nodo. Assistiamo al rifugiarsi di un piccolo uccellino, seriamente minacciato da un falco di Eleonora che non si fida di noi, sul Tender del nostro Bavarione. Arriviamo a Symi alle 14.28, bagnetto ristoratore prima di entrare nel porto dove Gabriele ormeggia alla grande nel bel porticciolo (àncora) e festeggiamenti per il primo (e unico) esemplare che ha abboccato all’esca di Sasha. Il paese è un presepe colorato, in un’arena naturale. La strada adiacente il porto è piuttosto trafficata (ma solo di giorno, almeno in questo periodo), sicuramente a Tilos ci eravamo abituati bene. Il portolano ci dice che il posto è famoso per i maestri d’ascia, che con Gabriele andiamo a cercare nella nostra oramai consueta passeggiata di ispezione. Troviamo un paio di operai intenti a dipingere dei pescherecci bonsai e nulla più, ma l’isola merita. Tempo splendido, non fa troppo caldo ma c’è un sole che spacca.
Non vogliamo farci mancare la solita “scenetta” comica legata alle disavventure che spesso accadono quando si usa il Tender (e, vista la stazza dell’equipaggio, i presupposti per unirci al lungo elenco di cazzoni ci sono tutti!) ma stavolta non è colpa nostra: il motorino parte ma si spegne appena si innesta la marcia avanti. 80 euri di sovraprezzo per un motore che non va; lo faremo presente anche se siamo scettici sulla “restitutio” ma il Komandante, ci rassicura, ci proverà…
Serata nei localini, ancora vivi, e nanna alle 23.30.
30/09/2009
Symi 06.00 sveglia.
Il Koma mi invita a prendere il timone ed uscire dal porto aiutato dalla catena dell’àncora (esperienza utile!) e si gongola a ragione per essere stato l’artefice di una “calata” perfetta, in un porto effettivamente pienotto. Proviamo alcune manovre a motore (avanti e retro) per assaggiare la sensibilità del timone. Sto imparando davvero molto da lui e cerco di estorcergli più consigli/informazioni possibili: per me questa è anche una barca scuola. Passiamo a motore in una “strettoia” dove me la faccio sotto un po’ (profondità Minima 3 m).
Il vento rinforza (9 nodi) e tiriamo fuori le vele: il Koma dispone 30’ a testa al timone ma stavolta sono l’unico a beneficiare di questa indicazione. Il mio turno infatti è l’unico con il vento che cala poi di botto; quando tocca a Giovanni (che è puntuale nel metter su “29 settembre” dell’Equipe 84, scritta, appunto, un 30 settembre…) lambiamo la Datca turca, ma a motore.
L’occhio greco di vetro blu pescato da Sasha e Dima sul fondale del porto di Symi (unico vero risultato dei loro sforzi di pesca), ci veglia dal nostro tendalino, mentre Gabriele subisce l’accanirsi (affettuoso) del Koma e Luca pare narcotizzato: un sonno profondo e pressoché costante.
Dopo 7 ore e 15’ di navigazione, intervallati da un ottimo risotto salsiccia e vino rosso, arriviamo a Nysiros, porto di Palon. Facendo incazzare una coppia di attempati danesi, ci intrufoliamo tra due barche; il Koma è un grande e ci invita a tirare diritto e non farci più di tanti problemi. Il porticciolo è ridossato (alla fonda) ma poco attrezzato per gli attracchi: questo non è un problema per Roberto che inventa un ormeggio ad uno scoglio che è uno spettacolo di ingegneria edile misto a creatività e senso pratico da navigante navigato (v.FOTO ). 5 euri per acqua ed altrettanti per l’elettricità. Poi via con scooter ed auto, (stavolta solo 40 euri) a visitare il vulcano.
Si parla di atterraggio in gergo nautico ma qui sembra veramente di essere sulla luna. Il posto è molto suggestivo ed i piedi iniziano a scaldarsi; tempo di fare qualche foto e via verso Emborios, paesino arroccato dove il Koma ci conduce in una locanda con vista sulla vallata (mare e vulcano compresi) dove era già stato 10 anni prima, per un ennesimo tramonto fantastico a cui non riesco ancora ad abituarmi. L’intento sarebbe quello di bere qualcosa ma l’appetito e l’ospitalità della famigliola ci persuadono a rimanere per la cena, nella quale ognuno di noi dà il meglio di sé: un’abbuffata colossale!150 euri per gli 8 bufali il conto finale. Consigliatissimo, dalla carne ottima, di bestie (alcune delle quali rischiamo di investire sulla strada nel viaggio di rientro) allevate dalla famiglia: si chiama “Espiatorio” e non aggiungo altro….Ritorno al fresco e qualcuno trova ancora il coraggio per bere una sangrìa che Giovanni si premura di preparare: io non ce la fò proprio e mi tocca cedere a metà.
01/10/2009
Nysiros 06.53.
Doccia e Wc (2,50 euri, pulito e Wi fi per i più esigenti)
Il sole incendia progressivamente i tetti delle case, accendendone i colori; il vento è una bavetta. Siamo assettati di vela ed il Koma, pur di accontentarci, accetta di allungare il percorso di un po’ per fare qualche bordo. Partiamo alle 09.53.
Facciamo qualche bel bordo, alternandoci al timone. Alle 14 e 45 arriviamo a Kos, porto di Kamari, dove ormeggiamo all’inglese tra l’indifferenza dei pescatori in banchina. Subito bagno ristoratore in una bella spiaggetta attigua: anche qui l’aria di una località spremuta a fine stagione ma ben per noi. Sasha e Gabri, con lo scetticismo del Koma (che avrà poi modo di ricredersi) comprano una borsa di pesce da un pescatore e preparano un menù a base di zuppa di pesce alla russa (con cipolla e patate) e pesce fritto. Una luna (quasi) piena ci scorta e decido di dormire nel pozzetto, a fianco del Komandante, che mi ricorda che anch’io russo un pò, quindi (penso io) forse un giorno potrò emularlo anche in questo! Sono onorato!Prima però due passi per digerire e una tozzoletta in uno dei numerosi localini che costeggiano il lungomare: la stanchezza inizia a farsi sentire. A fianco del nostro Bavarione, ormeggia un gruppo di germanici appassionati di lirica: appena scoprono che siamo per metà equipaggio di trentini, intonano una “Montanara” che ci precipitiamo indegnamente ad accompagnare, turbando il tentativo di una malcapitata coppietta di appartarsi poco distante: accendono e se ne vanno e noialtri ci sgoliamo incuranti.
02/10/2009
Kamari 06.45. Solita commovente alba.
Alle 08.00 molliamo gli ormeggi, ma…manca Roberto F., che ci guarda dalla banchina allontanarci (di pochi metri): possibile dimenticarsi di un piccolo grande uomo come lui?Il Koma lo grazia e fa retro per recuperarlo, non senza annotare che sarebbe meglio recuperare il naufrago (o il dimenticato!) di prua, non di poppa…Balzo felino di Roberto F. con il quale mi sento un po’ in imbarazzo e/o in colpa! Ma come ho fatto a non accorgermi della sua assenza?Ma l’uomo è grande davvero e non serba rancore. Il vento latita. Mare e paesaggi da cartolina. Costeggiamo la parte sud dell’isola di Kos, tra strutture faraoniche e villaggi turistici kitsch, con tanto di ascensore per il mare. Schizziamo in piedi alla vista di un branco di delfini che si lasciano generosamente immortalare. Non saranno gli unici pescioni che incontreremo durante la nostra navigazione, ma certamente quelli che mi regalano l’emozione più forte; mare petrolio.
Alle 12.30 facciamo il pieno a Kos (60 euri- 60 litri circa, 2 pompe, niente fila per noi) ed alle 13.00 ormeggiati da dove eravamo partiti: piccola scenetta comica all’ormeggio: Koma in manovra, il gommone di servizio accelera bruscamente e scontra la propria prua con quella del nostro Bavarione per raddrizzarci, anche se non ce ne sarebbe stato bisogno. Il Koma fa un sobbalzone, ma non se la prende. Spaghi alla carbonara e gran pennichella nel pomeriggio; quindi doccia ristoratrice al bel marina di Kos e cena da Nick the Fisherman, come promesso. Salutiamo Dima e Sasha: per loro destinazione Helsinki. E’stato veramente piacevole navigare (e mangiare e bere e passeggiare e chiacchierare) assieme a loro! Passeggiata nel caos, valigie e nanna alle 23.00. Domani rientro.
03/10/2009
Kos 06.30. Sveglia.
La cerniera della mia borsa si rompe: me ne faccio una ragione. In fondo è l’unico inghippo del viaggio. Taxi per l’aeroporto (28 euri), scalo ad Atene dopo 50’ di volo e giretto mini in città (in metro ca 40’ dall’aeroporto, 10 euri a/r il biglietto).
Ripartiamo con leggero ritardo, ma in 2 ore e mezzo da Atene siamo a Malpensa; in 30’ ritiriamo tutti i bagagli e siamo a bordo del pulmino “dei vip”. Malpensa - Verona (congedo da Roberto F. e Gabriele, con i quali mi sono ancora una volta trovato davvero in sintonia e che spero di re-incontrare presto!) - Trento (arrivederci anche a Giovanni e Luca: padre-figlio gajardi sullo scooter alla “Giro d’Italia”) - Costasavina.
Lascio il Koma con un po’ di malinconia, ma in testa un chiodo fisso: quando la prossima?
Matteo Vezzoli
L’andata
Dopo 5 ore di sonno, alle 5 di mattina la sveglia mi investe come una pioggia di schegge di vetro. Ci siamo.
Un’ultima occhiata ai documenti ed alla borsa. Dovrei avere tutto nei miei 13 kg di valigia. Non immaginavo che di li a poco il Komandante li avrebbe fatti lievitare ancora di un kg, consegnandomi fugacemente uno strano pacchetto che mi invita ad infilare in qualche pertugio della mia già precaria valigia, sotto un portico di una ancora buia, addormentata e piovosa Cognola. Chissà quale sacro Graal mi avrà affidato: io, timidamente, mi fido. Così mi hanno insegnato di fare!
Passiamo a prelevare Luca e Giovanni e Roberto immerge un piede in una profonda pozzanghera che ha il torto di venirsi a formare proprio dove egli si accingerà a scendere. Fra me e me penso che gli sarebbe potuta andare anche peggio, anche se pestare nelle pozzanghere non porta fortuna….Ma ben me ne guardo dal proferire commenti.
Alle 06.00 partiamo da Verona dove si uniscono a noi, e ritrovo con molto molto piacere, Roberto F. e Gabriele. Ci accompagnerà un cingalese con un comodo pulmino dai vetri oscurati (160 euri a/r, che diviso per 6 fa meno di quanto ci costerebbe lasciare l’auto a Malpensa una settimana, oltre a carburante, autostrada e smazzo a parcheggiare). A Malpensa, giusto il tempo di annotare un negozietto Paul & Shark e pensare che 320 euri per un maglione sono un po’ troppi per le mie tasche, ma non per quelle di alcuni giapponesi che sembrano uscirne con troppe poche mani per tutte le borse che brandiscono.
Partiamo con 20’ di ritardo: all’imbarco il cerchio alla testa dovuto alla festa di ieri sera per i 70 del mio vecchio mi sta lentamente lasciando in pace. Dopo un’oretta abbondante (la Grecia ha un’ora in più di fuso rispetto all’Italia) eccola: cielo velato e una moltitudine di isole, poco grigio cemento, verde oliva, marrone, nero, triste souvenir degli incendi estivi, blu mare. Greggi di case, greggi di cespuglioni, greggi di nuvole e greggi di pecore. Atterrati.
Atene, 15.16.
Da Atene ripartiamo per Kos con 20’ di ritardo; sotto noi un mosaico di tetti di case, interrotto dal cobalto. Quale sarà la nostra isola? Tante pupille in un’unica grande iride celeste. Atterrati.
Kos, 17.37.
Taxi very speedy fino al marina (ca 15’, 28 euri).
La barca
Ci consegnano Antrikos, un Bavarione 46 di 2 anni, piuttosto provato dall’uso dei nostri (supponiamo numerosi) predecessori. Arrivano anche Sasha e Dimitri e l’equipaggio è finalmente completo; possiamo brindare e scopro che il “sacro Graal” altro non è che un pezzo di speck della Val Rendena! Meno male…. Buon marina quello di Kos: pulito, doccia, lavandino separati in bagni singoli, bottegucce per acquisti vari, tra i quali gli alimentari; gommone di supporto per gli ormeggi. Cena da “Nick the Fisherman” che consiglio a tutti: 35 euri per pesce di buona fattura, freschissimo e vario, degnamente annaffiato. Il proprietario è un rockabilly sfegatato di pesca: un personaggione di 2 metri per 130 kg (v.FOTO) che è felice nell’elencare le sue proposte ed è altrettanto felice nel ricevere i nostri complimenti. Ci ripromettiamo di ritornare da lui prima del ritorno.
Kos ad ottobre è una ballerina esausta. E’ identica a tutte le altre località invase dai turisti in alta stagione: c’è tutto ciò che, almeno a me, non serve: mercatini di prodotti cinesi, ristoranti cinesi, lucette cinesi, cinesi, negozietti inutili a fare da cornice alle “vasche” su e giù, dei turisti low cost.
A nanna alle 01.00.
27/09/2009
Si parte
Kos, 07.58.
La tegua che il mal di testa mi ha concesso è stata breve: la sosta da “Nick the fisherman” mi ha costretto nuovamente ad arrendermi. Ma qual è il velista (o aspirante tale, come nel mio caso) che non vorrebbe svegliarsi al tintinnar di sartie? Stamattina vento teso, 8-9 kt, non fa freddo e il mare è formato (2-3 Douglas). Dopo le ultime raccomandazioni del Komandante, alle 09.45 partiamo: vento 10-15 nodi, velocità di crociera 6-7 kt; mi viene ceduto uno dei 2 timoni ed alle 10.00 spegniamo il motore, fuori fiocco e un terzo di randa, quanto basta per un traversone/lasco con rotta 180°: meta Tilos.
L’onda di poppa arriva fino a 3,5- 4 metri e facciamo surf (su un 14 metri-e rotti!); accarezziamo le brulle coste turche della Datca mentre Dima e Sasha non perdono tempo e si danno daffare per pescare qualcosa. Invano. Tempo bello. Alle 15.30 siamo a Tilos.
L’isola è un piccolo angolo di paradiso; a differenza di Kos, non riusciamo ad immaginarla caotica neppure in piena estate; l’acqua è un brodo. Sgambata fino ad una chiesetta ortodossa, con panorama fantastico. Si cena con spaghetti e caviale (di salmone) original from Russia + vodka, dove va in scena l’argomentato duello Sasha - Gabriele sulla purezza più o meno reale di grappa versus vodka. Dormo nel pozzetto, visto il porto tranquillissimo e le poche zanzare; l’ormeggio a Tilos è riparato, ci sono le trappe per una quindicina di posti barca. Alcuni si piazzano in rada: buona idea (fuori stagione). Usciamo a bere qualcosa ed alle 24.00 si dorme, con un occhio al meteo: in fondo in fondo, non ci dispiacerebbe rimanere costretti nel porto e girare un po’ l’isola che dev’essere molto bella.
28/09/2009
Tilos 07.00
Mi risveglio un attimo prima del sole; i gatti sono stati bravi stanotte: solo un paio di risse.
Gabriele sbuca dal tambuccio ed assieme ci inerpichiamo in una stradina per fare due passi, pieni di buone intenzioni. L’alba è da sogno ed il sole illumina con calma gli stretti vicoli del paesino. Penso che di solito il lunedì mattina a quest’ora sto male…Al nostro ritorno, la capitaneria ci informa che il vento è a 5 Beaufort ed il ritorno in porto di una coppia di romani che avevano tentato di uscire poco prima, ci convince a prendercela con calma: in fondo siamo in ferie e non ci corre dietro nessuno. Ieri con un vento forza 4 abbiamo avuto un discreto daffare con solo il fiocco al giardinetto. Ci aspetterebbero 15 miglia per Khalki, di poppa piena; dopo un briefing, optiamo per la prudenza, attratti dalle bellezze dell’isola ancora da scoprire. Noleggiamo 2 scooter ed un’auto (70 euri totali) e sacrifichiamo Khalki. Decisione che si rivelerà fruttuosa; imbocchiamo la strada panoramica per il santuario Aghios Pantaloneos (San Pantaleone secondo la puntuale traduzione del Komandante) e ci inerpichiamo. Ad ogni curva un paesaggio mozzafiato. Ci attende un monastero dove il tempo si è fermato; silenzio assoluto, foto ricordo anche se ho le sensazione cha siano superflue per ricordare un posto come questo. Al rientro, bagno alla spiaggia di Eristos, un paio di barche in rada, paesaggio di campagna ai lati ed il Komandante alla ricerca di sassi bianchi (naturalmente selezionati con cura) per la moglie. Il posto è frequentato da persone che mi danno l’idea di essere dei nostalgici post ’68, di ritorno sulle spiagge che li hanno ospitati una generazione fa (le famose spiaggette sulle isolette greche….). Sulla strada sostiamo tra le rovine di un tetro paese diroccato, Micro Choiro, sul quale il gruppo si scatena in supposizioni sugli scenari apocalittici che ne hanno determinato la distruzione: incendio, terremoto, fulmini ecc.. Solo due foto perché gatti, pecore e sassi, non meritano. Scopriremo dal noleggiatore che si è trattato di un “semplice” abbandono post-bellico che ha portato alla demolizione per incuria delle abitazioni; gli abitanti, dopo la seconda guerra mondiale, se ne sono andati chi ad Atene chi negli USA chi ovunque, e le cose sono andate distrutte. Un signore delizioso ci ospita per una doccia nella “Casa italiana” di fronte alla nostra barca, per 3 euri; scopriamo così che Tilos fa 500 abitanti in inverno, compresa la burbera addetta al porto, che è una tedesca di Amburgo, sposata li e si meraviglia della nostra meraviglia per la sua scelta di vita. La sera andiamo a mangiare carne di capra, come sempre annaffiata a dovere, tra un cameriere russo (per la gioia dei nostri 2 compari) e gli appassionati racconti del Komandante. Gabriele butta lì una partenza in notturna, tra i pro ed i contro analizzati assieme, carta alla mano: domani ci aspetterebbero 6 ore di navigazione con vento a 10 nodi, un traversone verso Symi, con partenza alle 7 e 30. Tuttavia non è prudente partire dopo una cena come questa senza sapere cosa ci aspetta al porto di arrivo. Meglio dormirci su e valutare domani il meteo. A nanna alle 23.00.
29/09/2009
Tilos 07.00.
Si parte alle 07.30, con la soddisfazione/approvazione del Komandante; giusto il tempo di vedere partire un grosso traghetto da Tilos, che ci fa capire come possano funzionare le cose per i residenti, premiati tuttavia da un sorgere di sole mitico.
Mare olio; canne da pesca in acqua che rimediano solo un paio di falsi allarmi. Pilota automatico per 45’, fino a che il vento si impietosisce e ci degna di qualche nodo. Assistiamo al rifugiarsi di un piccolo uccellino, seriamente minacciato da un falco di Eleonora che non si fida di noi, sul Tender del nostro Bavarione. Arriviamo a Symi alle 14.28, bagnetto ristoratore prima di entrare nel porto dove Gabriele ormeggia alla grande nel bel porticciolo (àncora) e festeggiamenti per il primo (e unico) esemplare che ha abboccato all’esca di Sasha. Il paese è un presepe colorato, in un’arena naturale. La strada adiacente il porto è piuttosto trafficata (ma solo di giorno, almeno in questo periodo), sicuramente a Tilos ci eravamo abituati bene. Il portolano ci dice che il posto è famoso per i maestri d’ascia, che con Gabriele andiamo a cercare nella nostra oramai consueta passeggiata di ispezione. Troviamo un paio di operai intenti a dipingere dei pescherecci bonsai e nulla più, ma l’isola merita. Tempo splendido, non fa troppo caldo ma c’è un sole che spacca.
Non vogliamo farci mancare la solita “scenetta” comica legata alle disavventure che spesso accadono quando si usa il Tender (e, vista la stazza dell’equipaggio, i presupposti per unirci al lungo elenco di cazzoni ci sono tutti!) ma stavolta non è colpa nostra: il motorino parte ma si spegne appena si innesta la marcia avanti. 80 euri di sovraprezzo per un motore che non va; lo faremo presente anche se siamo scettici sulla “restitutio” ma il Komandante, ci rassicura, ci proverà…
Serata nei localini, ancora vivi, e nanna alle 23.30.
30/09/2009
Symi 06.00 sveglia.
Il Koma mi invita a prendere il timone ed uscire dal porto aiutato dalla catena dell’àncora (esperienza utile!) e si gongola a ragione per essere stato l’artefice di una “calata” perfetta, in un porto effettivamente pienotto. Proviamo alcune manovre a motore (avanti e retro) per assaggiare la sensibilità del timone. Sto imparando davvero molto da lui e cerco di estorcergli più consigli/informazioni possibili: per me questa è anche una barca scuola. Passiamo a motore in una “strettoia” dove me la faccio sotto un po’ (profondità Minima 3 m).
Il vento rinforza (9 nodi) e tiriamo fuori le vele: il Koma dispone 30’ a testa al timone ma stavolta sono l’unico a beneficiare di questa indicazione. Il mio turno infatti è l’unico con il vento che cala poi di botto; quando tocca a Giovanni (che è puntuale nel metter su “29 settembre” dell’Equipe 84, scritta, appunto, un 30 settembre…) lambiamo la Datca turca, ma a motore.
L’occhio greco di vetro blu pescato da Sasha e Dima sul fondale del porto di Symi (unico vero risultato dei loro sforzi di pesca), ci veglia dal nostro tendalino, mentre Gabriele subisce l’accanirsi (affettuoso) del Koma e Luca pare narcotizzato: un sonno profondo e pressoché costante.
Dopo 7 ore e 15’ di navigazione, intervallati da un ottimo risotto salsiccia e vino rosso, arriviamo a Nysiros, porto di Palon. Facendo incazzare una coppia di attempati danesi, ci intrufoliamo tra due barche; il Koma è un grande e ci invita a tirare diritto e non farci più di tanti problemi. Il porticciolo è ridossato (alla fonda) ma poco attrezzato per gli attracchi: questo non è un problema per Roberto che inventa un ormeggio ad uno scoglio che è uno spettacolo di ingegneria edile misto a creatività e senso pratico da navigante navigato (v.FOTO ). 5 euri per acqua ed altrettanti per l’elettricità. Poi via con scooter ed auto, (stavolta solo 40 euri) a visitare il vulcano.
Si parla di atterraggio in gergo nautico ma qui sembra veramente di essere sulla luna. Il posto è molto suggestivo ed i piedi iniziano a scaldarsi; tempo di fare qualche foto e via verso Emborios, paesino arroccato dove il Koma ci conduce in una locanda con vista sulla vallata (mare e vulcano compresi) dove era già stato 10 anni prima, per un ennesimo tramonto fantastico a cui non riesco ancora ad abituarmi. L’intento sarebbe quello di bere qualcosa ma l’appetito e l’ospitalità della famigliola ci persuadono a rimanere per la cena, nella quale ognuno di noi dà il meglio di sé: un’abbuffata colossale!150 euri per gli 8 bufali il conto finale. Consigliatissimo, dalla carne ottima, di bestie (alcune delle quali rischiamo di investire sulla strada nel viaggio di rientro) allevate dalla famiglia: si chiama “Espiatorio” e non aggiungo altro….Ritorno al fresco e qualcuno trova ancora il coraggio per bere una sangrìa che Giovanni si premura di preparare: io non ce la fò proprio e mi tocca cedere a metà.
01/10/2009
Nysiros 06.53.
Doccia e Wc (2,50 euri, pulito e Wi fi per i più esigenti)
Il sole incendia progressivamente i tetti delle case, accendendone i colori; il vento è una bavetta. Siamo assettati di vela ed il Koma, pur di accontentarci, accetta di allungare il percorso di un po’ per fare qualche bordo. Partiamo alle 09.53.
Facciamo qualche bel bordo, alternandoci al timone. Alle 14 e 45 arriviamo a Kos, porto di Kamari, dove ormeggiamo all’inglese tra l’indifferenza dei pescatori in banchina. Subito bagno ristoratore in una bella spiaggetta attigua: anche qui l’aria di una località spremuta a fine stagione ma ben per noi. Sasha e Gabri, con lo scetticismo del Koma (che avrà poi modo di ricredersi) comprano una borsa di pesce da un pescatore e preparano un menù a base di zuppa di pesce alla russa (con cipolla e patate) e pesce fritto. Una luna (quasi) piena ci scorta e decido di dormire nel pozzetto, a fianco del Komandante, che mi ricorda che anch’io russo un pò, quindi (penso io) forse un giorno potrò emularlo anche in questo! Sono onorato!Prima però due passi per digerire e una tozzoletta in uno dei numerosi localini che costeggiano il lungomare: la stanchezza inizia a farsi sentire. A fianco del nostro Bavarione, ormeggia un gruppo di germanici appassionati di lirica: appena scoprono che siamo per metà equipaggio di trentini, intonano una “Montanara” che ci precipitiamo indegnamente ad accompagnare, turbando il tentativo di una malcapitata coppietta di appartarsi poco distante: accendono e se ne vanno e noialtri ci sgoliamo incuranti.
02/10/2009
Kamari 06.45. Solita commovente alba.
Alle 08.00 molliamo gli ormeggi, ma…manca Roberto F., che ci guarda dalla banchina allontanarci (di pochi metri): possibile dimenticarsi di un piccolo grande uomo come lui?Il Koma lo grazia e fa retro per recuperarlo, non senza annotare che sarebbe meglio recuperare il naufrago (o il dimenticato!) di prua, non di poppa…Balzo felino di Roberto F. con il quale mi sento un po’ in imbarazzo e/o in colpa! Ma come ho fatto a non accorgermi della sua assenza?Ma l’uomo è grande davvero e non serba rancore. Il vento latita. Mare e paesaggi da cartolina. Costeggiamo la parte sud dell’isola di Kos, tra strutture faraoniche e villaggi turistici kitsch, con tanto di ascensore per il mare. Schizziamo in piedi alla vista di un branco di delfini che si lasciano generosamente immortalare. Non saranno gli unici pescioni che incontreremo durante la nostra navigazione, ma certamente quelli che mi regalano l’emozione più forte; mare petrolio.
Alle 12.30 facciamo il pieno a Kos (60 euri- 60 litri circa, 2 pompe, niente fila per noi) ed alle 13.00 ormeggiati da dove eravamo partiti: piccola scenetta comica all’ormeggio: Koma in manovra, il gommone di servizio accelera bruscamente e scontra la propria prua con quella del nostro Bavarione per raddrizzarci, anche se non ce ne sarebbe stato bisogno. Il Koma fa un sobbalzone, ma non se la prende. Spaghi alla carbonara e gran pennichella nel pomeriggio; quindi doccia ristoratrice al bel marina di Kos e cena da Nick the Fisherman, come promesso. Salutiamo Dima e Sasha: per loro destinazione Helsinki. E’stato veramente piacevole navigare (e mangiare e bere e passeggiare e chiacchierare) assieme a loro! Passeggiata nel caos, valigie e nanna alle 23.00. Domani rientro.
03/10/2009
Kos 06.30. Sveglia.
La cerniera della mia borsa si rompe: me ne faccio una ragione. In fondo è l’unico inghippo del viaggio. Taxi per l’aeroporto (28 euri), scalo ad Atene dopo 50’ di volo e giretto mini in città (in metro ca 40’ dall’aeroporto, 10 euri a/r il biglietto).
Ripartiamo con leggero ritardo, ma in 2 ore e mezzo da Atene siamo a Malpensa; in 30’ ritiriamo tutti i bagagli e siamo a bordo del pulmino “dei vip”. Malpensa - Verona (congedo da Roberto F. e Gabriele, con i quali mi sono ancora una volta trovato davvero in sintonia e che spero di re-incontrare presto!) - Trento (arrivederci anche a Giovanni e Luca: padre-figlio gajardi sullo scooter alla “Giro d’Italia”) - Costasavina.
Lascio il Koma con un po’ di malinconia, ma in testa un chiodo fisso: quando la prossima?
Matteo Vezzoli
LA PRIMA VOLTA DI ANGELO......
Ultimamente alcuni ex allievi della Scuola di Vela, nonchè neo fancazzisti ed anche neo patentati al corso di Patente nautica si sono trovati su una barca d'altura per la loro prima crociera. Pubblico volentieri il diario della loro esperienza. Oggi è il turno di Angelo Rinaudo.
IN NAVIGAZIONE FRA LE ISOLE EGADI DIARIO DI BORDO ( scritto da Angelo)
30 ottobre 2009 – 1 novembre 2009.
L’avventura inizia alle ore 5 del mattino del giorno 30 ottobre presso l’aereoporto di Bologna.
Fatto il check in per il volo Ryanair, destinazione Trapani, ci mettiamo nell’unica fila chilometrica che ci conduce al controllo di sicurezza e successivamente al gate 21. Preoccupati della lentezza delle operazioni, ci rivogliamo all’ufficio informazioni, che per ben due volte ci rassicura che in caso di prossima partenza dell’aereo saremo chiamati prima del volo.
Nessuno ci chiama.
Comunque alle ore 6,15 varchiamo il controllo e ci dirigiamo al gate 21.
Soltanto tre di noi riusciranno a varcare il gate 21, gli altri 9 saranno bloccati con la motivazione che mancano dieci minuti alla partenza e il comandante ha deciso di chiudere perchè Ryanair deve essere puntuale, a detta delle assistenti di volo che ci bloccano.
Nulla possono le nostre proteste e quelle di altre 6 o 7 persone.
La cosa più assurda e deplorevole è che ci vengono restituiti i bagagli causando in questo modo un ritardo della partenza dell’aereo di circa 3 quarti d’ora (altro che rispetto della puntualità).
L’adrenalina e lo sconcerto sono alle stelle, ma non ci perdiamo d’animo ed ecco un volo Alitalia per Palermo alle 9.30 . Giunti a Palermo, prendiamo un taxi a 9 posti per Trapani dove ci aspettano al porto gli altri 3 (Alessio, Massimo ed Elisa) che nel frattempo hanno fatto la spesa.
Finalmente ci imbarchiamo; Salvatore (Comandante del “Bavaria 50”) con Angelo, Sergio, Diego, Elia e Luca mentre Alessio (Comandante del Oceanis 47.3), con Antonia, Elisa, Simone, Irene, Massimo ed Elisa.
Alle ore 14 accendiamo il motore per uscire dal porto e non appena fuori issiamo le vele e ci dirigiamo con rotta per l’isola di Favignana punta Marsala (RV 224° D= 10,6 M velocità effettiva 3,5 knt)
Il tempo è sereno, il vento è una brezza tesa di tramontana, il mare è poco mosso, la temperatura dell’aria è di circa 20 - 21 gradi.
Durante la navigazione proviamo a pescare qualcosa, io ho una lenza a mano con un cucchiaino come esca , Salvatore invece è meglio attrezzato con canna e mulinello.
I pesci non abboccano.
Verso le 17,30 oltrepassato il faro di punta Marsala (lat. 37°54,4’N long 12°22’ E) il sole sta per tramontare, c’è una rientranza al riparo dal vento, (Cala Azzurra) il posto ideale per gettare l’ancora e passare la notte in rada.
Salvatore e Diego sono attrezzati di mute e pinne e decidono di esplorare i fondali. L’acqua è fredda ma sopportabile. Salvatore vede una piccola murena, e altri pesci piccoli.
Ore 18.30 iniziamo ad avere fame e mi offro volentieri alla preparazione di un’abbondante pasta alla carbonara. Problema! ci accorgiamo che manca olio, burro e la cosa più importate, il sale.
Il problema viene immediatamente risolto, l’acqua del mare è salata e quindi va bene per cuocere la pasta. Il cibo è poco unto in mancanza di oli grassi, ma è buono lo stesso.
Ore 20: fra un dondolio e l’altro sentiamo scialacquare nella sentina. Apriamo una botola per controllare. Ci sono circa 5 cm di acqua. Da dove proviene? Salvatore e Sergio decidono di travasare con un secchio, la pompa di sentina non pesca abbastanza. (4 secchi abbondanti di acqua saranno riversati in mare).
La giornata si conclude, siamo stanchi ma soddisfatti, il tutto è iniziato alle 5 del mattino con mille incertezze, ma ora siamo in mezzo al mare.
31/10/2009
Mi sveglio alle 6, la notte è passata tranquillamente e anche Sergio, che aveva il terrore di soffrire il mal di mare, se l’è cavata bene.
Preparata un’abbondante colazione si mangia all’aperto nel pozzetto.
Sono le 8.30 e fa caldo, decido di fare un bagno (una rapidissima bagnata).
Con il tender andiamo all’arrembaggio dell’altra imbarcazione dove ancora alcuni dormono. Qualche battuta e dopo si decide di rientrare a bordo del Bavaria.
Ore 10 si salpa per l’isola di Marettimo.
Il vento è moderato proveniente da NNE , il mare è mosso, la temperatura esterna è di circa 19 - 20 gradi.
Inizialmente ci dirigiamo per rotta RV 270° per circa 6M poi per RV 315° per circa 7M ed infine RV 272° per 6 M ad una velocità media effettiva di circa 4,5 knt.
Durante la navigazione proviamo nuovamente a gettare le lenze per pescare al traino, ma i pesci anche questa volta non abboccano.
Alle 14 giungiamo a Marettimo, in questa stagione non c’è confusione e il posto è incantevole.
Il paesino di pescatori conta in questo periodo meno di 800 abitanti.
Abbiamo fame e decidiamo di mangiare in un ristorantino a pochi passi dal molo con vista sul mare e sulle isole di Favignana e Levanzo.
Salvatore e Diego decidono invece di andare a pescare nei fondali al di là del porto. Daniele prenderà un bel polpo, mentre Salvatore un sarago e una orata. Diego manca poco che si fa prendere sotto dal traghetto.
Noi intanto al ristorante mangiamo benissimo, cibi semplici ma gustosissimi. Pasta con sugo di pomodoro fresco e calamari freschissimi cucinati con tutto dentro. Non ho mai mangiato i calamari cucinati in questo modo e sono veramente squisiti. Il tutto accompagnato da un vino bianco fresco. Antonia che se ne intende (esperta enologa Cavit) ne da conferma. Il finale con cannoli siciliani (enormi) e limoncino.
La giornata trascorre con visita al cimitero “con vista sul mare” e visita al paesello e le sue imbarcazioni.
Arriva subito la sera ci troviamo tutti insieme nel nostro Bavaria.
1/11/2009
Ultimo giorno, il tempo è splendido, vento moderato grecale, in porto ci sono i pescatori che vendono il pesce fresco, ci sono triglie, calamari e tonnarelli.
Salpiamo alle ore 10 in direzione Levanzo. L’andatura è di bolina stretta 35° – 40 ° RV 80° D= 16,2M – velocità effettiva 4,7 knt. Tutti collaboriamo nelle manovre fra una virata e l’altra e guadagniamo acqua nei confronti dell’imbarcazione comandata da Alessio.
Dopo 3 ore e mezzo circa arriviamo di fronte al porticello di Levanzo.
Levanzo è uno sparuto gruppo di case ancora più piccolo di Marettimo.
Ancoriamo in rada, ci affianchiamo con le due imbarcazioni per consumare l’ultimo pranzo.
Antonia, di grande animo gentile, ha comprato a Marettimo una montagna di cannoli siciliani. Nessuno di noi si tira indietro di fronte a tanta bontà.
Ore 15 si salpa per rientro a Trapani, per l’ultima volta ci gustiamo la bellezza di quel mare e i colori del tramonto.
E’ stato bellissimo………..
30 ottobre 2009 – 1 novembre 2009.
L’avventura inizia alle ore 5 del mattino del giorno 30 ottobre presso l’aereoporto di Bologna.
Fatto il check in per il volo Ryanair, destinazione Trapani, ci mettiamo nell’unica fila chilometrica che ci conduce al controllo di sicurezza e successivamente al gate 21. Preoccupati della lentezza delle operazioni, ci rivogliamo all’ufficio informazioni, che per ben due volte ci rassicura che in caso di prossima partenza dell’aereo saremo chiamati prima del volo.
Nessuno ci chiama.
Comunque alle ore 6,15 varchiamo il controllo e ci dirigiamo al gate 21.
Soltanto tre di noi riusciranno a varcare il gate 21, gli altri 9 saranno bloccati con la motivazione che mancano dieci minuti alla partenza e il comandante ha deciso di chiudere perchè Ryanair deve essere puntuale, a detta delle assistenti di volo che ci bloccano.
Nulla possono le nostre proteste e quelle di altre 6 o 7 persone.
La cosa più assurda e deplorevole è che ci vengono restituiti i bagagli causando in questo modo un ritardo della partenza dell’aereo di circa 3 quarti d’ora (altro che rispetto della puntualità).
L’adrenalina e lo sconcerto sono alle stelle, ma non ci perdiamo d’animo ed ecco un volo Alitalia per Palermo alle 9.30 . Giunti a Palermo, prendiamo un taxi a 9 posti per Trapani dove ci aspettano al porto gli altri 3 (Alessio, Massimo ed Elisa) che nel frattempo hanno fatto la spesa.
Finalmente ci imbarchiamo; Salvatore (Comandante del “Bavaria 50”) con Angelo, Sergio, Diego, Elia e Luca mentre Alessio (Comandante del Oceanis 47.3), con Antonia, Elisa, Simone, Irene, Massimo ed Elisa.
Alle ore 14 accendiamo il motore per uscire dal porto e non appena fuori issiamo le vele e ci dirigiamo con rotta per l’isola di Favignana punta Marsala (RV 224° D= 10,6 M velocità effettiva 3,5 knt)
Il tempo è sereno, il vento è una brezza tesa di tramontana, il mare è poco mosso, la temperatura dell’aria è di circa 20 - 21 gradi.
Durante la navigazione proviamo a pescare qualcosa, io ho una lenza a mano con un cucchiaino come esca , Salvatore invece è meglio attrezzato con canna e mulinello.
I pesci non abboccano.
Verso le 17,30 oltrepassato il faro di punta Marsala (lat. 37°54,4’N long 12°22’ E) il sole sta per tramontare, c’è una rientranza al riparo dal vento, (Cala Azzurra) il posto ideale per gettare l’ancora e passare la notte in rada.
Salvatore e Diego sono attrezzati di mute e pinne e decidono di esplorare i fondali. L’acqua è fredda ma sopportabile. Salvatore vede una piccola murena, e altri pesci piccoli.
Ore 18.30 iniziamo ad avere fame e mi offro volentieri alla preparazione di un’abbondante pasta alla carbonara. Problema! ci accorgiamo che manca olio, burro e la cosa più importate, il sale.
Il problema viene immediatamente risolto, l’acqua del mare è salata e quindi va bene per cuocere la pasta. Il cibo è poco unto in mancanza di oli grassi, ma è buono lo stesso.
Ore 20: fra un dondolio e l’altro sentiamo scialacquare nella sentina. Apriamo una botola per controllare. Ci sono circa 5 cm di acqua. Da dove proviene? Salvatore e Sergio decidono di travasare con un secchio, la pompa di sentina non pesca abbastanza. (4 secchi abbondanti di acqua saranno riversati in mare).
La giornata si conclude, siamo stanchi ma soddisfatti, il tutto è iniziato alle 5 del mattino con mille incertezze, ma ora siamo in mezzo al mare.
31/10/2009
Mi sveglio alle 6, la notte è passata tranquillamente e anche Sergio, che aveva il terrore di soffrire il mal di mare, se l’è cavata bene.
Preparata un’abbondante colazione si mangia all’aperto nel pozzetto.
Sono le 8.30 e fa caldo, decido di fare un bagno (una rapidissima bagnata).
Con il tender andiamo all’arrembaggio dell’altra imbarcazione dove ancora alcuni dormono. Qualche battuta e dopo si decide di rientrare a bordo del Bavaria.
Ore 10 si salpa per l’isola di Marettimo.
Il vento è moderato proveniente da NNE , il mare è mosso, la temperatura esterna è di circa 19 - 20 gradi.
Inizialmente ci dirigiamo per rotta RV 270° per circa 6M poi per RV 315° per circa 7M ed infine RV 272° per 6 M ad una velocità media effettiva di circa 4,5 knt.
Durante la navigazione proviamo nuovamente a gettare le lenze per pescare al traino, ma i pesci anche questa volta non abboccano.
Alle 14 giungiamo a Marettimo, in questa stagione non c’è confusione e il posto è incantevole.
Il paesino di pescatori conta in questo periodo meno di 800 abitanti.
Abbiamo fame e decidiamo di mangiare in un ristorantino a pochi passi dal molo con vista sul mare e sulle isole di Favignana e Levanzo.
Salvatore e Diego decidono invece di andare a pescare nei fondali al di là del porto. Daniele prenderà un bel polpo, mentre Salvatore un sarago e una orata. Diego manca poco che si fa prendere sotto dal traghetto.
Noi intanto al ristorante mangiamo benissimo, cibi semplici ma gustosissimi. Pasta con sugo di pomodoro fresco e calamari freschissimi cucinati con tutto dentro. Non ho mai mangiato i calamari cucinati in questo modo e sono veramente squisiti. Il tutto accompagnato da un vino bianco fresco. Antonia che se ne intende (esperta enologa Cavit) ne da conferma. Il finale con cannoli siciliani (enormi) e limoncino.
La giornata trascorre con visita al cimitero “con vista sul mare” e visita al paesello e le sue imbarcazioni.
Arriva subito la sera ci troviamo tutti insieme nel nostro Bavaria.
1/11/2009
Ultimo giorno, il tempo è splendido, vento moderato grecale, in porto ci sono i pescatori che vendono il pesce fresco, ci sono triglie, calamari e tonnarelli.
Salpiamo alle ore 10 in direzione Levanzo. L’andatura è di bolina stretta 35° – 40 ° RV 80° D= 16,2M – velocità effettiva 4,7 knt. Tutti collaboriamo nelle manovre fra una virata e l’altra e guadagniamo acqua nei confronti dell’imbarcazione comandata da Alessio.
Dopo 3 ore e mezzo circa arriviamo di fronte al porticello di Levanzo.
Levanzo è uno sparuto gruppo di case ancora più piccolo di Marettimo.
Ancoriamo in rada, ci affianchiamo con le due imbarcazioni per consumare l’ultimo pranzo.
Antonia, di grande animo gentile, ha comprato a Marettimo una montagna di cannoli siciliani. Nessuno di noi si tira indietro di fronte a tanta bontà.
Ore 15 si salpa per rientro a Trapani, per l’ultima volta ci gustiamo la bellezza di quel mare e i colori del tramonto.
E’ stato bellissimo………..
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